Descrizione
L’iconostasi russa qui raffigurata risale all’inizio del XIX secolo e misura 94 × 71,5 cm. L’opera presenta la tipica struttura a registri della tradizione ortodossa, simboleggiando la divisione tra il cielo e la terra all’interno dello spazio liturgico. La parola “iconostasi”, dal greco, significa letteralmente “sostegno per le icone” ed è diventata nel tempo una parete decorata che separa la navata dal santuario. La forma definitiva di questa struttura emerge nel XIV secolo, con celebri esempi come quello della Cattedrale dell’Annunciazione del Cremlino di Mosca.
In questa tavola, l’iconostasi è incastonata in una chiesa a cinque cupole, con tre scene della Passione al centro: Crocifissione, Deposizione e Sepoltura. I lati sono custoditi da un serafino rosso e un cherubino blu, a simboleggiare le potenze celesti.
Il registro superiore è l’ordine dei patriarchi, con Dio Sabaoth al centro e i profeti ai lati. Segue l’ordine della Deesis, incentrato su Cristo giudice, affiancato dalla Vergine e da Giovanni Battista. L’ordine festivo include scene liturgiche come l’Annunciazione, la Natività, la Trinità e la Trasfigurazione.
La Porta Regale, al centro dell’ordine locale, raffigura l’Ultima Cena, l’Annunciazione e i quattro evangelisti. Ai lati, i santi diaconi Stefano e Lorenzo. La presenza di icone mariane taumaturgiche arricchisce la narrazione visiva della salvezza.
Quest’iconostasi russa è un capolavoro simbolico e teologico, ponte tra Antico e Nuovo Testamento, tra fede terrena e gloria celeste.