Descrizione
Questa icona russa della Presentazione di Maria al Tempio, dipinta agli inizi del XIX secolo, proviene probabilmente dal villaggio di Palekh, famoso per la produzione di icone di alta qualità .
L’immagine si basa su un episodio narrato nel Protoevangelo di Giacomo, un testo apocrifo che racconta l’infanzia di Maria. Secondo la tradizione, i suoi genitori, Gioacchino e Anna, la condussero al Tempio di Gerusalemme quando era ancora bambina. Qui, la Vergine venne accolta dal sommo sacerdote, che la fece entrare nel Sancta Sanctorum, la parte più sacra del tempio. Da quel momento, Maria visse nel tempio e fu nutrita dagli angeli.
Nell’icona, Maria è raffigurata mentre avanza con passo leggero, accompagnata dai suoi genitori e da un gruppo di fanciulle, sue compagne. Sul lato destro, il sacerdote l’attende all’ingresso del tempio, pronto ad accoglierla. Sopra l’arco dell’edificio si trova un serafino rosso fiamma, simbolo della presenza divina.
In alto, un’altra scena mostra Maria in preghiera, con un libro aperto davanti a sé. Un angelo discende dal cielo per portarle il nutrimento, in un’anticipazione simbolica dell’Annunciazione.
L’icona si distingue per il suo forte impatto narrativo. Gli edifici sono dipinti come strutture ornamentali, simili a tappeti ricamati, con dettagli ricchi e colori accesi. La rappresentazione degli spazi interni è tipica dell’arte russa: i personaggi sono inseriti in ambienti bidimensionali, senza prospettiva reale. Tuttavia, grazie alla particolare costruzione dello spazio, si possono vedere sia l’interno che l’esterno degli edifici.
Il cielo dorato non rappresenta un paesaggio reale, ma un contesto sacro fuori dal tempo. Questa scelta iconografica suggerisce che gli eventi raffigurati non appartengono solo al passato, ma fanno parte di un eterno presente, la dimensione divina da cui Dio osserva la storia umana.