Descrizione
Questa icona russa del Salvatore, realizzata nel XVIII secolo, presenta una raffigurazione insolita di Cristo, che unisce elementi dell’iconografia bizantina e occidentale.
L’icona mostra Cristo in figura intera, con il nimbo crucigero e il tipico gesto di benedizione della mano destra. Tuttavia, l’attributo distintivo è il calice nella sua mano sinistra, al posto del tradizionale Vangelo. Questo dettaglio è raramente presente nelle icone russe, essendo più comune nelle scene della Comunione degli Apostoli, dove Cristo distribuisce il pane e il vino.
L’uso del calice richiama anche un’altra iconografia, quella di Giovanni Battista, il Precursore, spesso rappresentato mentre regge un agnello immolato o una coppa, simbolo del sacrificio di Cristo. Qui, la contaminazione iconografica sembra voler mettere al centro la devozione eucaristica, un concetto poco sviluppato nelle prime icone bizantine ma che appare più frequentemente dal XVI secolo in poi.
Questa iconografia è stata influenzata dalle tendenze artistiche occidentali, come dimostrano le icone della Scuola degli Stroganov o la rappresentazione di Cristo come sacerdote celebrante, visibile nelle opere esposte alla Galleria Tret’jakov di Mosca.
L’icona segue comunque gli schemi tradizionali dell’arte russa, con colori intensi e una rappresentazione solenne di Cristo. Gli angeli fluttuanti nello sfondo e la posa ieratica rafforzano il carattere liturgico e mistico dell’opera.
Questa icona del Salvatore è un esempio significativo dell’evoluzione dell’iconografia russa tra tradizione e innovazione, unendo la teologia ortodossa e la simbologia sacramentale.