Descrizione
San Nicola di Myra è una delle figure più amate della cristianità russa, tanto da essere considerato “alter Christus”. Nato a Patara nel 280, fu vescovo di Myra in Licia e morì intorno al 342. Il culto del santo si diffuse rapidamente, e nel 1087 le reliquie furono traslate a Bari, dove sono tuttora custodite. La sua venerazione settimanale ricorre ogni giovedì ed è circondata da numerose tradizioni e leggende popolari.
L’iconografia russa distingue due principali rappresentazioni del santo: con mitria e senza. Questa icona appartiene alla seconda tipologia, nota come “Nicola d’estate”, collegata alla festa del 9 maggio, in ricordo della traslazione delle reliquie a Bari.
Un’icona di straordinaria bellezza e simbolismo
Quest’opera d’arte concentra l’attenzione sul volto di San Nicola, caratterizzato da una fisionomia nobile e luminosa, simbolo della santità intesa come somiglianza alla divino-umanità di Cristo. Gli occhi profondi e contemplativi, le rughe sottili che riflettono la luce e l’armonia dei tratti fanno di questa rappresentazione un esempio della migliore tradizione della pittura di icone russe.
Il rivestimento in argento cesellato, che segue fedelmente le linee dell’icona originale, raffigura i paramenti vescovili, il Vangelo e l’omophorion con le croci. Ai lati del santo, sulle nuvole, appaiono Cristo e la Vergine, in riferimento al miracolo di Nicea (325): secondo la tradizione, Nicola colpì con uno schiaffo l’eretico Ario, venendo incarcerato per ordine dell’imperatore Costantino. Durante la notte, Cristo e la Vergine gli apparvero in sogno, restituendogli il Vangelo e l’omophorion come segno della sua vera fede.
Decorazioni in smalto cloisonné: un simbolo di devozione
Di particolare pregio sono gli elementi decorativi del nimbo e degli angoli, realizzati con la tecnica dello smalto cloisonné policromo. Questo raffinato motivo ornamentale non solo esalta la sacralità dell’icona, ma testimonia anche l’alta qualità della manifattura russa del XIX secolo.