Descrizione
L’icona dei Santi Guria, Samonas e Abibo, martiri del IV secolo, è un esempio dell’arte sacra russa del XIX secolo. Venerati in Russia come protettori del matrimonio e della serenità familiare, questi santi sono ricordati per un miracolo avvenuto presso la loro tomba: secondo la tradizione, una donna di nome Eufemia ritrovò pace e sicurezza grazie alla loro intercessione.
L’iconografia dell’icona segue i canoni tradizionali della pittura sacra ortodossa. I santi sono rappresentati in posizione frontale, con aureole dorate a simboleggiare la santità. Guria e Samonas tengono una croce, simbolo del martirio, mentre Abibo, diacono, porta un turibolo e un cofanetto, attributi tipici dei santi taumaturghi. Si credeva, infatti, che la polvere raccolta presso la loro tomba avesse poteri miracolosi.
Questa tipologia di icone devozionali era molto diffusa nell’Ottocento, utilizzata per la preghiera domestica. I dettagli della cornice rivelano la committenza privata dell’opera: sono raffigurati San Giovanni Battista, Sant’Olga, Sant’Atanasio d’Alessandria e Santa Barbara, probabilmente patroni della famiglia proprietaria.
Lo sfondo dorato e le pieghe dei mantelli, dipinti con delicate lumeggiature, richiamano lo stile iconografico tradizionale, mentre la vivacità dei colori riflette l’influenza dell’arte russa ottocentesca.
Quest’icona dei Santi Guria, Samonas e Abibo è un capolavoro di spiritualità e arte, unendo devozione e bellezza estetica.